giovedì 24 giugno 2010

Disonore assoluto!!!

L'Italia va fuori dal Mondiale come peggio non avrebbe potuto. La peggior Italia di tutti i tempi, se non negli uomini, nei risultati sicuramente.
Un'Italia inesistente, sbagliata, lenta, demotivata, vecchia, impaurita, senza attributi, e chi più ne ha più ne metta.
Non ci sono parole sufficientemente concrete per descrivere una nazionale talmente brutta da sperare di aver vissuto un incubo e di potersi svegliare l'indomani, 24 ore ed una eliminazione in meno. Invece è tutto vero, o tutto nero; fate voi, le parole forse sono anche eccessive per chi, come me, sperava(come scrissi nello scorso intervento)di vedere un'Italia diversa, in primis, negli uomini. No, non è stato così. La cocciutaggine dell'allenatore che quattro anni fa ci portò in cima al mondo ha superaato i limiti umani, anche per un fiorentino come il sottoscritto che sulle polemiche è un esperto vero e proprio. La volontà di puntare sempre e solo sui soliti ci ha portati fuori, e solo gli ultimi 15 minuti gli hanno fatto capire come l'inserimento di un Quagliarella, da me auspicato 5-6 giorni fa, non fosse una follia, anzi. Purtroppo oramai tutti e tre i cambi erano stati fatti; Quagliarella per Gattuso; l'inutile sostituzione di Criscito
con Maggio e l'attesa ed eccellente apparizione di Pirlo, al posto di un Montolivo che, giocando oggi 10 metri indietro è tornato ai livelli il più delle volte insufficienti nella Fiorentina, dimostrando che, per chi non l'avesse capito(tra cui lo stesso Montolivo), lui NON è un mediano, ma un centrocampista di corsa, uno alla Gerrard, alla Lampard, più vicino alla porta è, senza compiti di rottura e creazione del gioco gravanti, più rende ed è pericoloso. Purtroppo perché Pazzini, e scusate se è poco, non è praticamente mai entrato in questo mondiale, ad eccezione di una ventina di minuti contro la Nuova Zelanda; fa specie che il centravanti italiano migliore dell'ultimo campionato e, dati alla mano, il giocatore più decisivo della Serie A 2009/2010 con 23 punti all'attivo per la Samp solo coi suoi gol(senza contare i 4 assist e 2 rigori procurati), sia stato considerato come l'ultima ruota del carro, anche quando era evidente che Gilardino non doveva giocare e serviva sostituirlo; niente, piuttosto Lippi ha inserito Iaquinta, uno che centravanti, e si è visto, non è. Poche storie, questo Mondiale ci ha raccontato che la favola che Lippi ci ha raccontato era assolutamente una bufala; io, leggendo le formazioni, non ci ho mai creduto, ma ero convinto che avremo fatto bene, se Lippi avesse collocato i giocatori nelle giuste posizioni e se avesse schierato la giusta formazione. Invece, tre formazioni su tre errate. Oramai, invece, le chiacchere, purtroppo, stanno a zero. Ce ne torniamo mestamente a casa, a testa più bassa che mai. Bisogna ripartire, e lo rifaremo da Prandelli. Ottimo allenatore, che però, così come Lippi, è sufficientemente testardo da proporre sempre i soliti, anche quando le cose vanno male e quei giocatori(vedi Gilardino, tra l'altro) non sono in forma. Purtroppo credo che alcuni suoi pallini continueranno a stazionare titolari nell'Italia, nonostante tutto; Gilardino in primis. Il ragazzo in tutti questi anni ha dimostrato di saperci fare, ma solo quando non ha concorrenza alle spalle. Ancelotti se ne accorse, tanto da lasciarlo partire tranquillamente dal Milan, dove arrivò titolare e da cui se ne andò panchinaro o, molto spesso, da uomo-tribuna. La speranza è che il Prandelli che conosceremo come commissario tecnico sia, sotto questo aspetto, differente dalla persona che abbiamo conosciuto. Comunque staremo a vedere, l'importante è resettare tutto e oramai, con un po' di malinconia, seguire da puri appassionati la conclusione di questi mondiali in cui la mediocrità la fa da padrone(Giappone, Slovacchia ecc) con formazioni dotate sì di poche individualità, ma che, al posto nostro hanno offerto: carattere, organizzazione, prestazioni, furbizia(non guasta mai in certi momenti della partita) e sicuramente un gioco migliore. Nonostante siano formazioni più deboli del solito meritano di approdare agli ottavi e, magari, andare anche oltre, perché no. Una bella sorpesa è ben accetta e vedendo queste partite, forse, i nostri che hanno così miseramente fallito, guardando gli occhi, la corsa, lo spirito di queste formazioni, capiranno che ciò che occorre, prima di tutto, è il cuore.

Pagelle Italia:

Marchetti: 4
Lippi lo chiama a sostituire Buffon e a lui, un po' comprensibilmente, tremano le gambe, e si vede. Lento sul primo gol subito, non blocca un pallone; fermo sulla linea di porta e per nulla reattivo sul secondo; esce basso su un pallone(terzo gol) che poteva solo essere colpito a pallonetto. Vedendo in questi giorni Storari in vacanza fa male al cuore; meritava la convocazione e sarebbe stato un degno sostituto, a partire dal carattere e dall'energia e sicurezza che sa trasmettere alla difesa.

Criscito: 3,5
Mai in partita. Non spinge, è in ritardo su palloni e uomini. Il primo gol nasce da una sua diagonale che non c'è. (45' Maggio: 4. Con la sua entrata Zambrotta va a sinistra, ma la differenza sulla fascia non la fa nemmeno un po'. Forse, caro Lippi, perché non è un terzino, ma un esterno di centrocampo? Guardarsi una partita in più del Napoli non gli avrebbe fatto male.)

Cannavaro: 4
Ingloriosa fine del simbolo(con Grosso) di Germania 2006. Si fa superare in tutte le occasioni. Lento, fuori posizione, ombra di sé stesso, non riesce a dettare i tempi giusti ad una difesa letteralmente disgregata. Avremo tutti preferito non vederlo, in modo da tenerci stretta come sua ultima immagine con questa maglia il bacio alla coppa più ambita del pianeta, quel 9/7/2006.

Chiellini: 5
Si meriterebbe un voto sufficiente, ma non possiamo che considerarlo nel complesso di una difesa che non c'è. E' l'unico che prova a mettere qualche toppa, ma è troppo poco, e alla fine anche lui viene risucchiato nel vortice. Rimane l'uomo, con Bonucci, da cui far ripartire la nostra difesa.

Zambrotta: 4,5
Ci prova, poco, ma ci prova. Ma il fatto di non avere un uomo di riferimento sulla sua fascia, sia quando gioca a destra che quando gioca a sinistra, lo limita; il tutto sommato ad una difesa imbarazzante. Anche per lui, reduce di Berlino, una mesta conclusione.

Gattuso:3,5
Partire, parte bene. Il problema sono i rimantenti 40 minuti del primo tempo. "Ringhio" finisce subito la benzina e fa lameno 8-9 falli non per cattiveria, ma per evidente incapacità di reggere fisicamente l'impatto con gli avversari.(45' Quagliarella: 7,5. La benzina che serviva. Se l'Italia cova qualche opportunità di qualificazione lo deve solo a lui. Corsa, cuore, spinta, assist, dribbling e (tre) gol: uno salvato sulla linea, uno annullato e uno concreto e stupendo, oltre alla zampata nel gol di Di Natale. Essenziale!)

Montolivo: 4
Il diavolo e l'acqua santa. Se nelle prime due partite era stato il più pericoloso dei nostri con pali, parate, assist, corsa, oggi è svanita la favola. Bastano dieci metri indietro e il bellissimo principe diventa un orrendo rospo. Lento, fermo, fa il suo compitino e lo fa male. Sbaglia quasi tutto e Lippi lo sostituisce.
('60 Pirlo: 7. La luce. I suoi passaggi sono lampi in una tempesta. E se lui del fulmine è il lampo, la luce, allora il fragore, il suono, è Quagliarella. I suoi movimenti, i tempi che detta, sono poesia allo stato puro e ossigeno là dove non si respira. Il giocatore che più è mancato a questa Italia. La sua assenza giustifica anche il basso(non bassissimo) rendimento del Milan).

De Rossi: 4
Il centrocampista più gladiatore di tutti sembra stordito da una serie infinita di montanti in un incontro a mani nude. Come Montolivo scompare alla terza partita, quella del dentro o fuori. Lotta, corre, ma spesso a vuoto. Forse il più grande "tradimento" di questo Mondiale.

Di Natale: 3,5
Segna un gol, a porta vuota, ne sbaglia 3 da solo. Non dà palle ai compagni(tranne nell'occasione del gol annullato a Quagliarella), corricchia, lontano dalle azioni, molle. Dovrebbe inventare, ma non lo fa e se a 33 anni non hai mai giocato una solo partita in Champions, forse, un motivo c'è. I 29 gol sono stati il suo pass per il mondiale e la nostra sciagura. Pazzini lo sta ancora infamando quando contro la Nuova Zelanda provò il gol leggendario piuttosto che passarla a lui, solo davanti al portiere all'87'. Come contro la Spagna, quando tirò il rigore centrale su Casillas, così questa volta lui, chiamato ad essere l'uomo in più, risulta l'uomo in meno.

Pepe: 4,5
Inizia bene. Poi Lippi lo cambia almeno 5 volte con Di Natale e lui perde di vista il suo compito. Buoni i cross, le incursioni e l'iniziativa; però la palla capitata sul suo destro al 94', quella che ci avrebbe mandato agli ottavi. La sbuccia di collo, invece di colpirla di piatto; ma se siamo fuori la colpa non è sua.

Iaquinta: 2,5
Ai limiti dell'imbarazzante. Non è un centravanti, lo si sa, ma forse nessuno l'ha mai detto a Lippi che quel lungagnone, per quanto forte fisicamente, è un attaccante esterno. Sempre in ritardo di quel mezzo metro che solo i centravanti di razza sanno cogliere. Avrebbe anche l'occasione per segnare, di testa su cross di Pepe, ma manda fuori colpendo malissimo. Cade spesso, senza neanche che ci sia il contatto con l'avversario; corre a vuoto; chiude gli spazi ai nostri; fa quasi sempre fallo. Il perché Lippi l'abbia preferito a Pazzini rimane uno dei grandi misteri di quest'epoca.

Lippi: 1
Di stima. Senza esagerare. E' l'obra del Ct rimasto nelle nostre menti, quello che in Germania azzeccava tutto: dalle convocazioni ai cambi alle formazioni. Sbaglia 3 formazioni su 3; l'Italia fa 2 punti nel girone più semplice, non vince neanche una partita e pareggia a fatica con Paraguay e Nuova Zelanda. Si prende tutte le colpe, ma ciò non lo esula dai dovuti processi. Pirlo e Buffon a parte, resta da capire il perché di alcune convocazioni fatte e di altre mancate: Marchetti(anziché Storari, Sirigu, Curci, Mirante), Cannavaro, Gattuso, Iaquinta, Di Natale, Gilardino, Camoranesi tra i convocati; tra i non convocati: Cassano(più che Balotelli), Borriello, Rossi, Totti, Del Piero, Grosso, Ambrosini ecc). Altra spiegazione la deve a chi si chiede come mai( e le amichevoli avevano dato indicazioni in questo senso) Quagliarella sia stato messo dentro solo negli ultimi 45' e Pazzini praticamente mai, mentre abbiamo visto Gilardino titolare stile "Chi l'ha visto?", Iaquinta tipo zoombie, Di Natale come un bambino impaurito. Brutto addio per il Ct che, comunque, un mondiale ce l'ha portato e per il quale avrà sempre la stima del sottoscritto; ma il mondiale di quest'anno era e doveva essere un'altra storia e, perché no, con 19-20 giocatori completamente diversi rispetto al vecchio mondiale. Oramai è andata.

domenica 20 giugno 2010

Italia, CAMBIA per noi!!!

Ciao a tutti! Chi mi conosce ha già seguito o segue il mio blog sul mistero "The Voyager". Da oggi voglio inaugurarne uno nuovo, ma su un argomento totalmente diverso dal precedente.
Qui si parla di calcio!!! La mia grande passione-
A dire il vero non è la cosa migliore molto probabilmente iniziare proprio oggi, giorno di Italia-Nuova Zelanda 1-1; comunque lo vedo anche come un buon modo per lanciare una sfida, se così la vogliamo definire.

Dopo una partita così, una partita DA VINCERE a tutti i costi, lo stato d'animo per il mancato risultato ed il modo in cui questo è maturato, è veramente molto molto giù. Ma, ad essere sincero, non così tanto.
Lippi sembra non avere le idee ben chiare, e questo non depone né a suo né a nostro favore. I tre cambi di modulo ne sono una prima dimostrazione; prima ci siamo presentati contro il Paraguay con un 4-2-3-1 brutta copia dello schema proposto da Josè Mourinho con l'Inter pigliatutto di questa stagione, poi trasformato in corso d'opera in un 4-4-2 proposto anche oggi, ma da principio. Quest'ultimo oggi si è nuovamente trasformato in un 4-2-3-1 di sterile forza. I cambi non sono serviti a molto, ma è stata una controprova del fatto che, al di là di alcuni, il problema non sono i giocatori presi singolarmente, ma la manovra.
Se andiamo a vedere, in fondo, la fase difensiva e quella di raccordo con il centrocampo sono effettivamente ben studiate; i terzini spingono, i centrali controllano la situazione abbastanza bene, ma poi, le ali e gli attaccanti non sanno cosa fare. Perché?
La risposta comune è che gli attaccanti non sono quelli giusti, o che non sono in forma, ma la realtà è un'altra. Pesa enormemente l'assenza di Pirlo, o comunque di un vero regista. Montolivo è stato eccellente e De Rossi non delude mai, ma un uomo che manovri , che faccia girare la palla, un uomo che detti i tempi manca. Almeno apparentemente. Se andiamo a leggere tra i nomi in panchina troviamo un nome accostato a squadre come Inter, Juventus e altre grandi; si tratta di Angelo Palombo, regista ed interditore che, in queste due partite avrebbe potuto fornire quel che mancava alla manovra di un'Italia costretta a costruire gioco in qualche modo sulle corsie esterne, senza supporto di centrocampisti che hanno tentato sì ottime conclusioni dalla distanza, ma non hanno dato quel raccordo ad una manovra per la quale si sono lasciati gli attaccanti soli, con gli esterni, a giocare da soli, nel costruire una manovra che loro dovrebbero finalizzare.
La squadra mi è quindi parsa spaccata in due tronchi netti: difesa-centrocampisti centrali e esterni-attaccanti. Serve un raccordo, meno passaggi e più rapidità negli scambi. Se non si ricorre ai ripari sotto questo punto di vista ci continueremo a trovare con i centrocampisti che rincorrono gli avversari recuperando i palloni poi da tirare dalla distanza, con gli attaccanti che poi sono costretti a rincorrere palloni distanti dalla porta senza aver la possibilità di poter finalizzare alcuna azione, poiché il gioco non viene costruito, ma solo stentato.
Questione centravanti: al di là delle considerazioni fin qui fatte, risulta evidente, secondo il sottoscritto, che questo Gilardino è troppo brutto per essere vero, e anche il Pazzini visto oggi non va molto oltre, ma hanno una differenza. Pazzini, senza aver la stessa esperienza del Gila, ha mostrato una maggior mobilità ed intraprendenza. Il suo contributo nella partita non è stato eclatante, ma ha comunque segnato una differenza evidente; se vogliamo che renda deve giocare titolare. Gilardino è sempre nelle stesse condizioni in cui ha concluso la stagione con la Fiorentina; la sua condizione ed il suo rendimento sono in caduta libera; la speranza è quella di rivederlo ai massimi livelli a cui siamo abituati, ma per ora è meglio approfittare di altri.
Detto questo, un'analisi rapida, ecco qualche ipotesi di formazione per la Slovacchia:

4-4-2(senza regista)
Marchetti; Zambrotta; Chiellini; Cannavaro; Criscito; Montolivo; De Rossi; Maggio; Pepe; Quagliarella; Pazzini.

4-4-2(con regista)
Marchetti; Zambrotta; Chiellini; Cannavaro; Criscito; Palombo; Montolivo; De Rossi; Camoranesi; Pepe; Pazzini.

4-2-3-1
Marchetti; Zambrotta; Chiellini; Cannavaro; Criscito; Palombo; De Rossi; Montolivo; Pepe; Quagliarella; Pazzini.

Tre formazioni in cui potete capire la mia idea su alcuni giocatori e su un certo stile di gioco, tutto improntato sulla rapidità, la concretezza e l'estro. Forse un Cassano ci sarebbe stato a pennello qua dentro, ma non c'è e con questi giocatori dobbiamo giocarci le nostre carte.
Non siamo ancora dentro agli ottavi, ma possiamo entrarci appieno, basta crederci, e giocare in un certo modo, tutto è possibile. Lippi deve avere il coraggio di cambiare gli uomini, ma non solo a partita in corso, io dico a partire dalla formazione titolare. Abbiamo solo un'opportunità; dentro o fuori, solo una partita per cambiare volto a questa Italia; possiamo fare molto bene in questo mondiale, ma serve una sterzata immediata.
O adesso o mai più!